e anche questa notte ho urlato lo strazio che ho dentro, era un urlo silenzioso, una richiesta d’aiuto a chi? e’ una mancanza che soffoco tutto il giorno, ma la notte posso liberarla, straziandomi nella mia fragilita’ e miseria. Sono delusa di me stessa, per quello che sta venendo fuori, e’ atroce, non posso condividere questa pena con altri, sono matta d’amore, insensata egoista per la societa’ moralista. Mi e’ tornato in mente un fatto era giugno, un uomo piuttosto facoltoso parlando di se mi diceva che la fama e il denaro non erano tutto nella vita che tendeva all’amore ma questo non gli era concesso, e ahii! che cinica fui quando per tagliare quelle sue avances che sentivo melliflue, gli dissi sarcasticamente che nella vita non si poteva avere tutto. Solo oggi mi accorgo quanto fui ingiusta, allora non sapevo di me stessa, di oggi, ma ora mi pento non per quello sgarbo gettato a quel vanesio, ma per quelle parole vuote e buttate al vento che mi sono rivoltate contro, ora che so, quanto mi manca la poesia, la dolcezza di un canto d’amore, vivo e mai stanco mai stonato, allegro e spassionato.. che ho percepito nel silenzio della “nostra solitudine”.
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