dubito che ci sia un profondo coinvolgimento nei sentimenti dichiarati.Voglio dire una donna o un uomo che vivono storie sofferte e sono distrutti nell’animo, come possono accettare che il loro grido di dolore venga attribuito a un altro/a? come non sentire la voglia di farsi riconoscere dalla persona amata, proprio da quella, la sola, l’unica a cui pensiamo, non da un’altra, un ‘estranea che potrebbe creare scompiglio o mettere confusione in una relazione già provata, già in bilico. Non so.. certo ci si abbandona anche ai sogni quando tutto sembra impossibile, ma anche un sogno si può condividere. mentre se ci nascondiamo nelle parole, diventa una specie di gioco, di indovinello..quindi forse piacevole, divertente, però solo per chi ha già rinunciato ad amare, per chi ha perso ogni speranza e si racconta con una forma di distacco, guardandosi da fuori, quasi che la storia non gli appartenesse e non gli importasse più se a rispondergli è x, y, o z.. l’una/o vale l’altro e non c’è quindi bisogno di lasciare un nome o un indizio.