Da Anonimo per anonimo

A colpirmi furono i suoi sguardi, i suoi occhi che mi fissavano. La sua giovinezza nascosta dietro ad un viso invecchiato. Aveva una voce così rauca, forse consumata dal fumo, che lei raddolciva tutte le volte che mi parlava. Le sue mani erano morbide nonostante fossero ricoperte di vene in superficie. Era semplice riconoscerle, ogni tanto mi sfiorava il viso con quelle mani, con una dolcezza infinita. Era bella, grazie anche alle rughe che non nascondeva.
Amavo la sua gioia di vivere che non sapeva gestire. E l’amai ancora di più quel giorno in cui la vidi ballare.
Adoravo sentirla parlare di scrittori, poeti, mentri i suoi occhi attraversavano la classe per soffermarsi sui miei. E il sorriso ogni volta splendeva sulle sue labbra rosee, sulle quali non vidi mai del rossetto.
Amavo il suo modo di porsi nei miei confronti. Con il suo sguardo, leggeva ogni mio pensiero, e sapeva perfettamente cosa volessi e quando.
La sua presenza rifulgeva per le stanze di quella scuola, che io amavo perché c’era lei. Poi non l’ho più sentita. Io sono sparita, ogni tanto sono riapparsa, poi sparita ancora. Adesso mi manca e lei, quella meravigliosa creatura, lo sa.

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