Non so perché ti sto scrivendo
L’impossibilità di parlarti apertamente forse mi riconduce qui
Ricordo quant’era forte la speranza delle prime dediche
Che meraviglia riuscire ad amare qualcuno così
E non perché si tratta di te o di me…intendo proprio l’AMARE COSÌ…l’AMARE e il non poterne fare a meno
Il non saperlo fare…il non poter fare altrimenti
Ancora impossibile spiegare
Forse non ne sono più capace, non lo so
Ho perso così tanto in nome tuo…
E la sensazione più strana credo sia il pensiero che se tu domani dovessi tornare nella vita…potrei essere capace di mandare a monte tutto quanto, ancora una volta
Altre mille volte
Faccio sogni così ingarbugliati che ho smesso di provare a capirli
Sembrano contaminati
Io, tu, lei, noi, loro
E’ cambiato qualcosa dentro ormai ma non abbastanza da essere sicura di non vacillare mai più
Mai…che parola ambigua
Tu del resto non hai ancora imparato
Ostenti anche quando vuoi dire al mondo che non ostenti, sai?
È uno dei tuoi più grandi paradossi
Non posso fare a meno di chiedermi cosa saremmo oggi noi
Due sconosciuti? Due eterni innamorati?
Una di quelle coppie come non si vedono più?
Alle volte mi sembra di non sapere chi sono da quando non sei più nel mio presente
Quando ho perso il senso, ho vagato per giorni in attesa di qualcuno o qualcosa che mi ridesse un suono
Una voce…la mia voce
Ho pianto senza rumore ne lacrime, sorridendo di rimando
E poi si, sono rinata…come la fenice più maestosa del secolo
Ma chi sono adesso?
And who I am?
Tutto ciò che passa dal piano, risuona nell’aria al minimo soffio di libeccio
Un vento caldo come le nostre giornate di sole
Mi ritrovo qui e vorrei cercarti
Ho una promessa in sospeso Eddy…
Non so cosa fare
Sono pronta? È troppo presto?
Peggio ancora…e’ troppo tardi?
Guardo il mondo ma il mondo non guarda me
Sarà che non mi chiamo Alice…
Con amore,
Maria