Da Chiara per Anonima fiore

Carissima amica,

Ti dedico questa frase tratta da un libro del grandissimo Bevilacqua, purtroppo morto alcuni giorni fa.

Un’inquietudine strana si andava impadronendo di lei, simile a una follia: le contraeva le membra quando non avrebbe voluto; dava una sferzata alla schiena, quando non aveva nessuna voglia di star ritta, ma avrebbe preferito riposare a proprio agio; fremeva in lei, nel suo corpo, fin nelle viscere, ovunque, finchè sentiva che bisognava gettarsi in acqua e nuotare per allontanarsene; un’inquietudine folle. Le faceva battere il cuore violentemente senza motivo.
Alberto Bevilacqua, Attraverso il tuo corpo.

Spero che tu mi risponda. Ti ho già scritto un’altra lettera, la trovi nella categoria lettere.

Felice giornata e fine settimana

Chiara

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