Scrivo a te, Anna. Sempre a te.
Sento ancora il tuo respiro confondersi con il mio e con quello dell’altra gente. Chissà dove giace?
Vedo sbocciare il tuo sorriso come un fiore a primavera, però con più rapidità, e non solo a primavera. Chissà dove riposa?
Ascolto i tuoi occhi cantare, vogliono dirmi tanto, ma fanno fatica. Chissà che fanno?
Le persone s’odiano, chissà perchè?
Percepisco la mia nostalgia, il mio bisogno di vederti e di parlarti ancora e, tu, chissà dove sei ed, io, chissà perchè… e, noi, chissà..chissà.
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