È così sdolcinato, zuccheroso… mi disgustano le moine. Non è per niente come te, tu eri divertente. E Dio santo, avevi un pizzico di cervello e cultura, non ho mai sentito un congiuntivo uscito dalla sua bocca. Non gli si può parlare di niente che subito si arrampica sugli specchi e ti ritorna alla cantilena di sempre: “quante cose che abbiamo in comune!”
Già… proprio tante, eh?
Comincio a pensare che farei prima ad adottare un altro gatto, almeno lui sta zitto.
Mi manca scherzare con te, il tuo modo di stuzzicarmi… il tenerti il muso per finta…
Mi manchi come amico; e lo so, tempo addietro ho detto che non me la sarei sentita di essere solo un’amica per te, ma mi manca quel tipo di complicità.
Ero felice quando vedevo un tuo messaggio.
Chissà che fai adesso. Chissà se hai avuto fortuna con quella ragazza… te lo meriteresti, ma non sarei molto contenta se succedesse. Sono egoista, lo ammetto.
Egoista e gelosa.
Lo so che dovrei, ma non voglio andare avanti. Non voglio dimenticarmi di te, cancellare ogni cosa che ti riguardi e ricominciare da capo. Ci sto provando, ma dentro di me so che non lo voglio.
Certe mattine è così dura anche solo alzarsi dal letto… non ho più la forza per niente.
Non ho interesse per niente.