Nella vita tutto si sceglie con cognizione di causa, sia le parole che i gesti i quali palesano la persona nella sua esteriorità, ossìa parvenza.
Ma non bastano anni per conoscere l’interiorità di una persona perché il pensiero che si sviluppa in modo reticolare si manifesta alla coscienza dell’altro solo attraverso dati sensibili, quindi in modo parziale.
Pronunciare parole di approvazione o di diniego è al contempo una scelta (annovero tra queste anche il silenzio), da qui si desume il valore della persona che le asserisce.
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Adoperare un linguaggio arzigogolato, o forbito che dir si voglia non è sinonimo di sapienza, talvolta interpretata come spocchiosa saccenza, ma piuttosto di nozionismo.
Una persona acculturata rende tangibile e immediatamente comprensibile le proprie competenze nozionistiche e procedurali all’altro, tramite l’esempio dando al contempo al discente il tempo e il modo di intr**ettare le suddette.
È solo Boria la Sua. Null’altro che vanità.
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