… non ti vedo più da tanto, non ci incontriamo mai, ma chissà se avresti girato ancora gli occhi dall’altra parte, forse per timidezza o altro, parlarti qui dove tu leggi o meno, mi rispondi o scrivi nel tuo mistero ricorrente, faccio anch’io confusione e fatica a parlarti. Anch’io sono quasi arrivato al bivio dove tu qualche anno addietro sei già passata, hai gridato a voce alta le tue verità, ma dall’altra parte solo finzione e malesseri psicopatici. Tu non ci sei e vorrei aggrapparmi al tuo coraggio, al segno che la tua vita leale, e pochi ne posseggono, ha determinato nel fuggire da quelle incomprensibili indecenze. Vorrei parlarti, abbiamo simili basi culturali, ma di te c’è in me un pensiero costante su ciò che la benevolenza e grinta rappresentano il tuo mondo e la tua indole. Mi mancano le minime chiacchierate e scambi di pareri utili… cercami dove la ragione si posiziona felicemente nel tuo “io” e lì ti aspetto per condividere un percorso necessario ad entrambi…
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C’è un certo assembramento!?
…incontrarsi per pochi secondi senza poter dire nulla Senza nemmeno potersi sfiorare è più triste…Che non incontrarsi mai…
E adesso indovino che la tua amica è una psicologa di 30 anni
Siamo alle solite fuga interiore.
Ti tiri indietro.
Sai bene che sono io.
Quella ragazza lì.
Con i capelli rossi.
Ma sapevo che sarebbe andata così.
Lasciamo stare. Non è un problema.
Complimenti per le tue parole fuga interiore, ti auguro di ritrovare la tua amica.
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