Da Occhio di verità per Professori

Dedicato a voi che siete la classe più ombrosa d’Italia, a voi che riconoscono stipendi non compatibili con la quantità e qualità di lavoro compiuto, a voi che nell’attuale periodo non fate video lezioni con gli alunni e cliccate ugualmente la vostra presenza nel registro di classe. Speriamo solo che tutto ciò che oggi sottraete alle nostre tasche, specialmente a quelle di tanti disoccupati e precari, vi sia da non sostegno per la vostra vecchiaia, vergogna…

4 risposte

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Da Insegnante

Vergognati. Passiamo ore ed ore a lavorare per i vostri figli, lo stipendio è il più basso di tutti i dipendenti pubblici, le video lezioni le volete perché non sapete più come gestire la vostra prole…siete inadeguati come genitori; purtroppo, il grande parcheggio scuola è momentaneamente chiuso e ve li dovete subire in casa… cosa che non riuscite a tollerare…Stiamo facendo, noi insegnanti, come abbiamo sempre fatto, il nostro dovere tra mille difficoltà e non dimenticate che i figli li abbiamo pure noi e stanno anche in casa con noi…ma pretendete, pretendete il massimo…certi che la didattica a distanza possa sostituire la didattica in presenza… Sai cosa ti dico? Che sono molto contenta di stare a casa…almeno non mi devo subire, di persona, la grandissima maleducazione dei vostri figli, quelli a cui non avete insegnato neanche a dire buongiorno quando entrano in una stanza, quelli che devi implorare per farli stare seduti ed ascoltare il minimo sindacabile perché altrimenti si stancano troppo, quelli che portano il cellulare a scuola (lo stesso telefono che gli avete messo in mano a tre anni per fare da babysitting mentre eravate occupati a fare altro), quelli che ti sputano, ti insultano, bestemmiano in classe e ti tirano sedie, quelli che devono essere promossi per forza perché se gli dai un brutto voto poi vanno in depressione e i genitori ti chiedono il risarcimento esclusivamente perché li hai messi davanti alla loro svogliatezza e “somaraggine”, quelli che non sono abituati a rielaborare la frustrazione semplicemente perché li avete sempre assecondati pur di non sentirli frignare già dalla tenera età…quelli che sono disadattati perché vengono da famiglie difficile, che avete usato come pacchi postali mentre passavate da un letto ad un altro, quelli che avete usato durante le cause di divorzio, quelli che avete lasciato a casa di parenti e amici mentre ve ne andavate in vacanza, quelli che avete sostituito con i social media, troppo presi a scrivere cavolate sui social o a rispondere a messaggi piuttosto che a badare alla vostra prole, quelli che “bullizzano” i compagni, che sono stravolti e fatti non si sa di cosa già alle otto di mattina, quelli che riprendono i compagni diversamente abili, ridicolizzandoli e poi, mettendoli in rete. Questi sono i nostri studenti. Voi siete i loro onniscienti genitori, in grado di valutare le tipologie didattiche, gli interventi adeguati e che si permettono di giudicare una classe di lavoratori come la nostra sempre esposta ai giudizi di chiunque e noi insegnanti troppo educati e civili per rispondervi in pubblico e mandarvi a quel paese anche quando entrate in classe come sceriffi e ci mettete le mani addosso. Ultima cosa…anche tra noi ci sono precari…che lavorano da settembre e non hanno ancora percepito un lurido stipendio. Grazie della vostra solidarietà. Grazie Italia per tutto il lavoro che, giorno dopo giorno, facciamo e per il quale non riceviamo MAI neanche un grazie. Anzi, insulti. Fatevi un esame di coscienza. Cercate un colpevole? Mettetevi davanti allo specchio. Troverete la causa del vostro fallimento e del fallimento dei vostri figli. Ma non ne avete il coraggio. Va a finire che la colpa è della maestra o del professore…quando il germe dell’inettitudine è dentro voi stessi, dal momento in cui avete dimenticato di essere diventati genitori, avete abdicato al ruolo che vi competeva per diventare amici dei figli senza rendersi conto che i figli non hanno bisogno di amici attempati ma di una guida certa e di regole che non sapete dare.

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Da Occhio di verità

Mia cara insegnante, lei come tanti altri del suo ruolo, risponde con una miriade di frasi disconnesse, completamente fuori tema e binario da ciò che sosteneva la mia dedica. È proprio qui si inabissa e sprofonda la vostra cultura e immagine. La mia dedica non parlava di educazione e famiglie, tematiche anche loro complesse, ma non attinenti alle mie affermazioni, certo anche lei può essere genitore, ma non si scagli su di me nel reputarmi nella classe dei genitori, lei non mi conosce e non sa chi sono, pertanto si attenga a ciò che le mie osservazioni volevamo esaudire. Parlavo di quantità e qualità del vostro lavoro, uno dei più protetti in tutta la nazione, dove tra tante regole e normative spuntano sempre delle licenze gratuite e sempre remunerate. Un carpentiere autonomo in Italia va in pensione a 67 anni, lavora minimamente 40 ore settimanali, dico lavora, con la nuova legge “quota cento, gli insegnanti a parità di contributi con tante altre categorie cosiddette “meno abbienti” vanno in pensione a 62 anni. In Italia i professori a tempo pieno, quelli delle medie e delle superiori, lavorano 18 ore settimanali, al di sotto della media europea e al di sotto di tanti altri Stati al mondo. Si controlli un pò i grafici, quelli veri, quelli che vengono pubblicati non solo on line, ma anche negli uffici competenti e sotto il controllo della Comunità europea. Mia, di nuovo, cara insegnante, l’educazione parte da qui, non dalla conquista dei privilegi a chiedere oggi un permesso retribuito che le compete, ma dal riconoscere anche che nel periodo di non lavoro, soprattutto l’estate, la sua protetta “categoria” non deve essere retribuita, così come accade ingiustamente da tanti anni a chi svolge precariamente il lavoro di commesso, baby sitter, barista, cameriere, agricoltore, muratore e tanti altri lavori cosiddetti stagionali

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Da Mami
zona di Chieti

Leggo due sfoghi estremamente violenti.
Conosco tantissimi docenti che non meriterebbero di essere chiamati tale.
Una vergogna per il nostro paese, che non timbravano cartelli, non si presentavano alle lezioni, non aiutavano compagni di classe in difficoltà, chi era dislessico era un asino e veniva escluso.
Davanti ai bulli si faceva finta di niente, ci era sempre la preferenza per gli alunni che ti leccano il c**o.
Una vergogna totale da un lato e anche dall altro.
Cari genitori, i vostri figli sono sempre perfetti, guai a dire che il contrario, ha ragione la signora quando dice ormai se metti un brutto voto ad uno studente devi temere che ti trovi le ruote bucate della macchina, ho visto i miei compagni di classe sputare addosso agli insegnanti, fare i piromani in classe.
Questi sono i vostri figli, armati di telefonini ed insulti, diciamo la verità nuda e cruda perché è cosi!!
Facciamoci tutti un esame di coscienza perché i difetti ci sono da entrambi i lati.

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Da Insegnante

Io dovrei informarmi? Dovresti farlo anche tu…è chiaro che non conosci concretamente il mondo della scuola. Oltre al numero di ore a cui ti riferisci, non sai, per esempio, che gli insegnanti, così come da contratto, devono svolgere oltre alle ore di insegnamento frontale a scuola anche quelle definite di “attività funzionali all’insegnamento”, collegiali, di valutazione a cui si sommano anche le attività di formazione obbligatoria. Quindi, dopo essere stati a scuola con i vostri figli, siamo costretti a sobbarcarci ore ed ore di riunioni, dipartimenti, collegi, attività di programmazione e modulazione didattica, corsi di formazione e molto altro. Nel corso della stessa giornata che sembra non terminare mai, bisogna ricavarsi il tempo per correggere i compiti, preparare le lezioni, coordinarsi con i colleghi, avviare attività di interazione con gli studenti. Dimenticavo le ore destinate ai colloqui con la famiglia che, ti assicuro, non si esauriscono in quelli calendarizzati. Siamo disponibili a tutte le ore del giorno e della notte, non abbiamo più una vita privata, abbiamo anche fornito per estrema disponibilità e dedizione al lavoro, il nostro numero telefonico personale dove siamo sommersi di richieste di ogni genere. In classe dobbiamo essere oltre che preparatissimi e soltanto chi gravita nel mondo della scuola può capire a quante ore di formazione siamo obbligati con corsi e stage estenuanti, anche psicologi, sociologi, pedagogisti, assistenti sociali…visto che le famiglie latitano dal punto di vista educativo, siamo costretti ad implementare la nostra empatia con gli studenti e, di conseguenza, le nostre competenze. Credi che tutto questo basti per essere apprezzati? Assolutamente no! Le famiglie ci considerano come stracci da spremere fino all’ultima goccia. O da denigrare e offendere se i loro scienziati di figli non raggiungono gli obiettivi prefissati. Di chi è la colpa? Nostra perché non siamo stati in grado di insegnare! Questo ci rinfacciano! Io e miei colleghi andiamo avanti lo stesso. Gli studenti li consideriamo nostri figli, soffriamo per loro e con loro anche quando ci umiliano. Li portiamo nel cuore, ci svegliamo di notte, passiamo il tempo libero a creare attività che possano coinvolgerli…in quanto il loro unico obiettivo è stare ore davanti allo schermo del cellulare, del computer o della Playstation ma voi tutto questo non potete saperlo. I due mesi, cioè Luglio e Agosto, in cui tentiamo di riposarci…questo ci rinfacci? Forse non sai che lavoriamo fino al 30 giugno( anche quando la scuola è terminata da un pezzo perché le riunioni e gli impegni non finiscono concretamente all’inizio di giugno… l’ultimo giorno di scuola) e siamo, di nuovo operativi, già dal 1 settembre. Non va giù che dopo tutto questo lavoro ci “regalano” due mesi di stipendio bassissimo rispetto a tutti gli altri insegnanti d’Europa? Vai a leggere il divario di stipendio se hai il coraggio…per non parlare dei precari, dei supplenti che non percepiscono lo stipendio per mesi…nonostante si spostino per lavorare anche di trenta, quaranta chilometri nelle province…ai quali si reitera il contratto a tempo determinato oltre i 36 mesi di servizio invece di essere assunti…e che vengono licenziati per poi essere ripescati durante l’anno…vai a leggere come siamo davvero trattati…quanto lo Stato ci offenda e offenda la nostra dignità, le nostre famiglie, i nostri progetti…perché anche noi siamo umani…come voi…abbiamo sogni, aspirazioni, bisogni… La realtà non è solo il vostro punto di vista, ricordatevelo. Alla signora che ha risposto dopo di te mi sento di dire un grazie…grazie per la comprensione…

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