Noi siamo padroni di noi stessi, abbiamo il comando della nostra volontà, la cui mozione è fornita dalla nostra ragione, che ci presenta una cosa come bene per noi.
Gli atti della ragione possono essere comandati dal nostro libero arbitrio.
Con il libero arbitrio l’uomo ricerca, scruta,giudica e dispone.
La nostra ragione comanda se stessa, come la nostra volontà muove se stessa, perchè queste nostre due facoltà riflettono sul proprio atto e possono passare da un atto all’altro.
Gli atti della volontà possono essere comandati dalla ragione, che aggiunge di volere quella cosa presentata come bene.
S. Agostino aggiunge che l’animo, quando perfettamente comanda a se stesso di volere, allora già vuole: ma gli capita, talora di comandare e di non volere, perché non comanda perfettamente. E l’imperfezione del comandare dipende dal fatto, che la ragione viene sollecitata da più parti a comandare, o a non comandare: perciò ondeggia tra due soluzioni, senza un vero comando.
Le membra sensitive del nostro corpo obbediscono alle potenze della nostra anima, non però quelle naturali e fisiologiche, cioè vegetative.
S. Agostino insegna: “L’uomo comanda alla mano di muoversi, ed è tanta la facilità, che appena si riesce a distinguere il comando dalla esecuzione”.
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