Per amore noi ci sentiamo portati più a conservare la gioia del cuore piuttosto che alienarla, come si fa in genere con le ricchezze, le quali splendono di più quando si distribuiscono che quando si accumulano.
Perchè l’avarizia rende sempre odiosi, mentre la munificenza rende onorati.
Infatti non è illimitato il desiderio delle ricchezze naturali, perchè in una data quantità colmano le esigenze della natura, è infinito invece il desiderio delle ricchezze artificiali, perchè più se ne hanno e più se ne conosce l’insufficienza a colmare il cuore.
Per questo più il nostro cuore possiede la gioia e più disprezza gli altri beni, perchè un maggiore possesso ne aumenta la conoscenza.
Come l’onorante è più felice dell’onorato, infatti il Filosofo aggiunge che l’onore non è il premio per cui agiscono gli uomini virtuosi; ma al posto del premio essi ricevono l’onore degli uomini, “come da gente che non ha niente di meglio da offrire”.
Ma il vero premio della virtù è la beatitudine stessa, per la quale gli onesti agiscono.
Se infatti agissero per gli onori, non ci sarebbe più virtù, ma piuttosto ambizione.
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