Affacciato alla finestra di un ultimo piano lontano dalla strada assisto ad uno spettacolo avvolgente, la notte che, in silenzio ma decisa, scende a coprire tutto in un luglio incerto.
Fa caldo, molto caldo, il buio che sta lentamente adagiandosi su ogni cosa, sulle nostre menti e nei nostri cuori, chiudendo un’altra giornata strana, strana perché vissuta senza te.
Affacciato alla finestra ti cerco, chiedo alla notte dove sei, chiedo al buio di farmi vedere l’unica luce che cerco, quella del faro che ospita i nostri pensieri, che raccoglie fra le tenebre i nostri sguardi, che pur continuano a incrociarsi nonostante la lontananza.
Sono affacciato a questa finestra di un ultimo piano lontano dalla strada e proprio perché sono quassù il mio sguardo arriva a te prima, più forte, più profondo, e le mie braccia si stendono in quell’abbraccio che si sta facendo tanto attendere ma, che al suo arrivo, puntini puntini puntini, lascerà il segno.
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Ti capisco
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